|
Le prime tracce di frequentazione risalgono all'età neolitica, ma un vero e proprio insediamento stabile è documentato a partire dallo scorcio del IX secolo a.C. e perdura, con brevi interruzioni, fino al periodo ellenistico-romano (all'incirca fino al I secolo d.C.). Nella prima età del Ferro, tra il IX e VIII secolo a.C. , un nucleo di capanne in argilla e paglia occupa la sommità del colle; altri stanziamenti capannicoli punteggiano la pianura circostante, concentrandosi in prossimità delle riserve d'acqua, a testimonianza di un tipo di popolamento diffuso, per gruppi legati all'attività agricola (FOTO 1).
Tra il VII e il VI secolo a.C., con la graduale emergenza dello stanziamento ubicato sulla collina, meglio difeso e in posizione ottimale per il controllo delle terre circostanti, il modello insediativo si modifica in favore dell'affermazione dell'abitato alto come centro di difesa e punto di riferimento per i nuclei minori distribuiti intorno, soprattutto nei momenti di pericolo e di attacco dall'esterno.
Gradualmente l'abitato assume una fisionomia urbana, forse circondato già da una cinta muraria di difesa, che borda la collina. Su questa sorgono complessi abitativi ed edifici pubblici polifunzionali (con valenze politiche politiche e religiose) e vengono costruite tombe aristocratiche, talvolta di dimensioni monumentali, corredate da ricchi oggetti d'importanza greca. Case e tombe sono attestate anche nella piana a ovest del colle (FOTO 2), e l'abitato si configura ormai nel suo aspetto definitivo, articolato in due zone, acropoli e città bassa. Gli edifici sono a pianta rettangolare, hanno fondazioni in pietre e, in alcuni casi, decorazioni architettoniche policrome (FOTO 3).
Questo processo di trasformazione dell'assetto dell'abitato segnala il contatto con la cultura ellenica, che avviene essenzialmente attraverso le pòleis della Magna Grecia, Taranto in particolare. L'apporto di quest'ultima città italiota, in tale periodo, è massiccio e penetrante, e l'ellenizzazione della cultura procura innovazioni anche nella produzione artigianale del nostro centro. La documentazione archeologica attesta, inoltre, che nel VI secolo la comunità di Monte Sannace presenta al suo interno delle differenziazioni e delle stratificazioni sociali, e che ristretti gruppi aristocratici hanno il controllo della ricchezza e la gestione del territorio.
Tale complessa articolazione sociale, che si riflette nella struttura stessa dell'abitato e nella documentazione della cultura materiale, continua a essere testimoniata in età ellenistica, ovvero nel IV e III secolo a.C., il periodo di maggiore floridezza economica, di benessere diffuso e di espansione demografica per il nostro centro. La città, dopo gli oscuri decenni iniziali e centrali del V secolo durante i quali è impegnata, come tutte le popolazioni indigene della puglia interna, nella infelice guerra con Taranto per la conservazione dell'indipendenza, nel IV secolo risorge a nuovi splendori. Le testimonianze principali di tale periodo di guerre e di instabilità sono le solide opere difensive di cui l'intero abitato, tra la seconda metà del IV e il III secolo a.C., si circonda (FOTO 4. Esse raccordano organicamente città alta e città bassa, e segnano la compiuta fase di trasformazione dell'insediamento in organismo urbano.
L'acropoli diviene sede di edifici pubblici e di residenze aristocratiche, nonché di tombe monumentali, alcune delle quali arricchite da affreschi policromi eseguiti in uno stile pittorico di origine greco-orientale. L'abitato in pianura si espande, anche se non secondo una pianificazione programmata, articolandosi in isolati distribuiti intorno a strade, con case di varie dimensioni, tipologicamente differenziate nella pianta (dalla modesta abitazione di un solo vano alla complessa unità a più ambienti, con pianta di tipo greco).
L'occupazione dell'acropoli è attestata fino al I secolo d.C. , mentre in pianura la documentazione relativa ai secoli dal II a.C. Al I d.C. risulta meno significativa. Nel periodo del controllo romano della regione (la fase della romanizzazione della Puglia) l'insediamento di Monte Sannace perde rilevanza: con il territorio in cui ricade (la Peucezia interna), si trova escluso dalle principali arterie di attraversamento della regione potenziate dai Romani, e non rientra nel programma romano di ristrutturazione e ripresa, che riguarderà altre città e altre zone delle Peucezia.
La località, quindi, viene abbandonata e resta disabitata per secoli. Le ultime tracce di occupazione risalgono all'Alto Medioevo: si tratta di tombe e di strutture riferibili ad edifici di dubbia interpretazione, emerse alla sommità del colle. Che tali strutture siano da correlare alla chiesetta dedicata a Sant'Angelo, menzionata per la prima volta su un documento del 1087 e collocata a Monte Sannace, resta tuttora una ipotesi non confermata dalle evidenze archeologiche.
Da: Guida Multimediale al Parco Archeologico di Monte Sannace Città dei Peuceti - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
|