| Gli Scavi |
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| Martedì 19 Agosto 2008 16:29 | |||||
Benchè la rilevanza archeologica della località risultasse già in scritti settecenteschi, e i ritrovamenti di oggetti antichi fossero numersi fin dalla seconda metà dell'Ottocento, Monte Sannace è oggetto di campagne regolari di scavo archeologico solo dal 1957. Prima di questa data l'attività di ricerca nella zona è soltanto clandestina, indirizzata alla scoperta di tombe, e si svolge a opera soprattutto dei proprietari terrieri e dei contadini. L'unica breve parentesi è costituita da uno scavo eseguito nel 1929 per iniziativa dell'Ente Provinciale per la tutela dei monumenti in Terra di Bari e condotto da Michele Gervasio, allora direttore del Museo barese. Lo scavo del 1929 mette in luce sepolture, ma anche un tratto della cinta muraria difensiva dell'antica città.
Le ricerche vengono riprese dalla Soprintendenza nel 1992, sull'acropoli, nell'area del cosiddetto portico ellenistico già messo in luce dalla Scarfi, per svilupparsi in estensione tra il 1998 e il 1999, nell'intento di chiarire le principali fasi cronologiche e la funzione dei diversi edifici monumentali presenti nell'area, considerata sin dai primi scavatori il settore dell'abitato finalizzato a un utilizzo pubblico. Dal 1994 al 2000, inoltre, sull'acropoli è stato presente un campo di attività della Scuola di Specializzazione per archeologi dell'Università di Bari, che ha indirizzato le ricerche al chiarimento sia delle fasi classico-elenistiche di occupazione del pianoro, sia di quelle più recenti, risalenti al Medioevo. Nel 2001 il gruppo di ricerca della Scuola si è spostato nella zona bassa, riprendendo gli scavi nell'insula I dell'abitato. Nel 2002 riprendono gli scavi della Soprintendenza sul pianoro della collina. Da: Guida Multimediale al Parco Archeologico di Monte Sannace Città dei Peuceti - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
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